Cosa manca nei giornali di sinistra?

Non si comincia mai una nota con una domanda. Ma stavolta si fa un’eccezione, anche perché la domanda è retorica: vogliamo raccontarcela tutta? Vogliamo dirci la verità? I giornali di sinistra – tutti i giornali di sinistra – si sono ormai lasciati alle spalle i loro momenti migliori. Certo, tutte le testate di cui parliamo – da l’Unità a Liberazione, da l’Avanti al Manifesto – hanno avuto le loro stagioni d’oro. Quelle che hanno segnato un intero periodo e la storia della sinistra. Dall’editoriale di Nenni sul quotidiano del Psi dove denunciava i tentativi di golpe scrivendo “di tintinnio di sciabole”, fino all’inserto Souk del Manifesto. Che s’è inventato uno stile, un linguaggio, una grafica in sintonia con le trasgressive forme d’espressione dei giovani di dieci anni fa.

Per arrivare a Liberazione, prima della restaurazione. Quando il politichese del ceto politico, tanto più quello della sinistra, finiva sistematicamente alla berlina. In prima pagina. Ma questa ormai è storia passata.

Oggi la realtà ci racconta di testate che stanno ai bisogni di informazione esattamente come la sinistra sta ai ceti che vorrebbe rappresentare. Oggi la realtà ci dice che sui giornali di sinistra – tutti – mancano i conflitti, mancano i nuovi conflitti, mancano le culture antagoniste, manca la voce delle donne, dei gay, delle lesbiche. Manca il racconto delle persone, manca il racconto di chi continua ad opporsi. Magari solo autoriducendosi una bolletta o violando un copyright. O continuando a scioperare. Manca il paese reale, relegato solo al resoconto delle brevi dichiarazioni di chi si è autonominato suo rappresentante.

Ed ecco il perché di questa rubrica. Ogni giorno vogliamo analizzare ciò che manca nei giornali di sinistra. Vogliamo dar loro i voti. Senza spocchia, senza mettersi in cattedra. Ma con la certezza che solo superando i limiti manifestati dalla sinistra nella comunicazione si potrà cominciare a disegnare una nuova sinistra. E magari, strada facendo, idea su idea, scopriremo che anche qui c’è bisogno di un nuovo inizio. Di qualcosa di nuovo. Magari di una nuova testata.

s.b.

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