CHE COS’è LA CONSULTA GIOVANILE

marzo 2, 2009

Al consiglio comunale si affilia un organo chiamato “consulta giovanile”, la cui funzione è quella di farsi portavoce, presso le istituzioni amministrative, delle problematiche dei giovani, ma anche delle loro opinioni, o proposte.

Molti, però, purtroppo per “consulta giovanile”, intendono un’associazione che organizza delle rassegne di gruppi musicali emergenti , concerti e qualche partita di pallavolo… Insomma, l’opinione pubblica associa a “consulta giovanile” le seguenti qualificazioni: “niente di che”, o, al massimo “cose di politica”… In realtà, la consulta non è solo questo! O almeno, non deve esserlo!

Innanzitutto, per definizione, essa vuole essere un organo comunale, ma “apartitico”, nel senso che l’unico schieramento in cui milita la consulta è quello dei giovani dai 16 ai 30 anni, senza distinzione di idee politiche, gusti ed orientamenti.

In altri termini, la consulta vuole essere un organo super partes, il cui obiettivo principale è creare le condizioni adatte affinché i giovani possano realizzare al meglio il loro inalienabile diritto al divertimento, e alla cultura.

Non mi fraintendete, però! Per divertimento non intendo, scusate il termine, “cazzeggio”. Non solo, almeno. Per divertimento intendo, invece, quell’esigenza biologica, a quanto pare innata negli esseri umani, di far gruppo, di stare insieme, o meglio, di realizzare qualcosa insieme a qualcuno.

Sono fermamente convinto, infatti, che la condizione imprenscindibile per la crescita intellettuale, per la formulazione di idee propositive, nonché per l’attuazione e la promozione di iniziative socio-culturali pregnanti e decisive sia proprio quello stato di benessere mentale che solo lo stare in gruppo (divertendosi) può garantire.
A quali iniziative mi riferisco? Beh, questo non resta che deciderlo insieme, per l’appunto.

La consulta, dunque, si prefigge di essere, non un’ ulteriore associazione che vada semplicemente a sommarsi alle altre già esistenti, né ha la minima intenzione di entrare in collisione con queste. Al contrario, seguendo la logica dell’inclusione, aspira a fungere da collante fra tutti i movimenti (ci tengo a sottolinearlo, senza distinzione di orientamento politico) che interessano i giovani in quanto tali. L’obiettivo è quello di stimolare il fermento giovanile badolatese, in funzione di una certa sinergia tra le distinte associazioni.

So che può suonare utopistico. Ma la meta, in questo caso, è percorrere la strada, collaborando affinché le differenze possano condurre alla formazione di identità, e di idee.

Se finora ci siamo lamentati della cecità degli amministratori nei nostri confronti, delle loro inadempienze, adesso non possiamo essere proprio noi giovani a commettere lo stesso errore. Non possiamo, cioè, non vedere che ci si sta presentando un’occasione che potrebbe rivelarsi decisiva per l’affermazione di quell’ agognato dinamismo ludico-culturale fra i giovani. Qualcosa che ha tutti i presupposti per diventare importante. Ma dipende tutto da noi.

Ho veramente voglia di vedere che quella stessa energia, quello stesso entusiasmo che spesso non facciamo che bruciare in semplici lagne, venga adesso tradotto in azioni concrete, in divertimento, in legami.

Allo stato attuale, abbiamo dei locali delegazione comunale, in cui potersi riunire per i più svariati fini: laboratori di musica, visione di films, gioco, articolazione di idee, e di gruppi.

Non ci possiamo permetterci il lusso di sprecare quest’occasione. Badolato ha bisogno della nostra linfa. E la nostra vitalità ha bisogno di rinascere.

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